...un pò di storia 
Nel X sec. d. C. nasce il simbolo architettonico di Pantelleria: il dammuso, che si evolverà nel tempo fino al XVII sec.
Quando il Mediterraneo diventa sicuro in seguito alla cessazione delle incursioni corsare, gli abitanti, che prima si erano concentrati in un unico agglomerato urbano difeso dalla guarnigione militare del castello, si sentirono finalmente liberi di espandersi sul territorio dell'isola senza pericoli. Nacquero nuovi insediamenti in corrispondenza delle zone più fertili, diffondendo sul territorio la tipologia costruttiva del dammuso.
Analizzando il modello con le conoscenze attuali si può pensare che il dammuso sia stato progettato da ingegneri, architetti ed ecologisti. Prima di tutto bisogna notare che l'ubicazione tiene sempre conto degli aspetti morfologici del terreno e inoltre la struttura esclusivamente in pietra, ha permesso una costruzione perfettamente statica. L'eccezionale spessore dei muri è necessario per assorbire le spinte delle cupole, le quali sono rifinite da un impasto di tufo rosso impermeabile. La forma particolare di questi tetti a cupola è stata concepita anche per permettere la canalizzazione dell'acqua piovana verso le cisterne, poste in prossimità del dammuso, senza perderne una sola goccia.
I possenti muri del dammuso permettono di isolare l'interno dalla temperatura esterna tanto da creare un ambiente fresco d'estate e caldo d'inverno.
Il dammuso si armonizza in modo eccezionale con l'ambiente che lo circonda, in quanto per la sua costruzione si utilizzano le pietre cavate sul posto. Gli elementi che completano l'unità base del dammuso da abitazione sono: il forno, le stalle, l'aia, lo stenditoio, il "passiaturi" e " u jardinu".
L'abitazione era mediamente composta da tre vani: la sala, il cammarino e l'alcova. Quest'ultima è comunicante con la sala principale tramite un grande arco, chiuso da una tenda ricamata, di chiara influenza mediorientale.
Il forno è sempre presente, inglobato in un locale adiacente al dammuso, con una serie di fornelli per la cottura a legna.
Le stalle sono numerose e tutte in pietra sia nei muri che nelle coperture a volta, di diverse misure in base agli animali.
L'aia chiamata localmente "aira" di forma rotonda dal diametro di circa 5 mt, veniva usata per spaiare il grano, l'avena e l'orzo.
Lo stenditoio chiamato "stinnituri" era un vero e proprio essiccatoio, per uva, fichi e pomodori.Era costituito da un muro con un piano leggermente inclinata, esposto a sud per carpire tutti i raggi del sole mediterraneo.
"U jardinu" è un vero tempio di pietra dedicato all'albero d'agrume, limone, cedro, arancio. Un monumento che dimostra in quale considerazione era tenuto quest'albero, tanto da costruirgli intorno un'opera muraria impegnativa, per proteggerlo dai venti e creargli calore nei mesi invernali.