Cultura

L’Associazionismo a Pantelleria

Lo spirito di aggregazione che caratterizza la Comunità Pantesca si concretizza nella costituzione di Associazioni di vario tipo (Culturale, Ricreativo, Sportivo, Teatrale, Ambientalistico, Artistico, di Volontariato e Animaliste) che operano attivamente nel Territorio in tutto l’arco dell’anno, anche con il patrocinio del Comune di Pantelleria. In calce è presente il Modulo da compilare ed inviare a protocollo@pec.comunepantelleria.it o consegnare a mano all’Ufficio Protocollo del Comune di Pantelleria per essere inseriti nell’Albo delle Associazioni del Comune di Pantelleria, il Regolamento dell’Albo e Consulta delle Associazioni e Cooperative Sociale ed il Regolamento per la concessione di contributi alle Associazioni.

Modulo iscrizione

Elenco Associazioni e Circoli

Regolamento Albo e Consulta delle Associazioni e Cooperative Sociali

Regolamento Concessione Contributi Associazioni

Il Carnevale di Pantelleria

Tra le Tradizioni appartenenti all’Identità Pantesca, il Carnevale occupa un posto particolare nella Vita Sociale dell’Isola, una vera e propria forma di aggregazione, manifestata nella necessità di ritrovarsi nei Circoli privati dove trascorrere il Tempo Libero, giocando a carte e, soprattutto, Ballando. E proprio il Ballo è stato sempre molto sentito dalla Comunità delle varie Contrade, in ognuna delle quali i Circoli, più o meno grandi, allietano le fredde serate invernali, mediante la organizzazione delle serate danzanti, da Capodanno al “Martedì Grasso”, all’insegna del Liscio. Una vera e propria Tradizione, tramandata di generazione in generazione, che continua ad esistere anche grazie alle varie Associazioni, organizzatrici di “serate a tema”, in giro per i vari Circoli esistenti sul territorio, e che si conclude con la tradizionale sfilata in maschera. In calce il Programma Carnevale 2020 del 25 Febbraio.

Manifesto Carnevale 2020

Il Castello di Pantelleria

Direttamente affacciato sul Lungomare “Paolo Borsellino”, emerge, dalla Piazza “Vincenzo Almanza” l’antico baluardo del Castello Medievale, realizzato interamente in pietra lavica, che costituisce l’unico vero monumento ed il più importante immobile di natura storica-monumentale, architettonica e militare presente nell’Isola. La fondazione è fatta risalire ad epoca bizantina o araba, anche se esso è attestato con certezza non prima del XIII Secolo: le ulteriori “colonizzazioni” in epoche successive da parte di arabi, normanni e spagnoli gli hanno dato l’attuale conformazione.

L’impianto planimetrico è costituito da un nucleo centrale gravitante attorno ad un cortile di forma trapezoidale: bastioni a Nord-Ovest e Nord-Est (presumibilmente edificati intorno al 1553), un cortile interno ed una torre sul lato Sud-Est. L’interno ospita ben 66 vani su 4 piani (il primo delle quali risulta essere del tutto interrato) , con volte a botte, archi in pietra da intaglio, vecchie segrete e torri circolari. Ha una superficie di circa 1664 mq al quale si accede attraverso una scalinata in pietra dall’attuale Via “Peppino Impastato”, alle spalle della Piazza “Vincenzo Almanza”.

Adibito a carcere fino al 1975,  è stato oggetto di lavori di restauro dal 1991 al 2007 (la Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Trapani ha affidato l’incarico di progettazione all’Arch. Nicolò Abita e all’Ing. Francesco Ciriminna) e attualmente è adibito a location museale e culturale. Al suo interno sono esposti i “Ritratti Imperiali” (rinvenuti nel 2003 da alcuni studenti di archeologia guidati dal Prof. Sebastiano Tusa insieme al Prof. Thomas Schäfer dell’Università di Tubingen e del Prof. Massimo Osanna dell’Università della Basilicata, impegnati nella campagna di scavi a Pantelleria nella zona di San Marco, ove peraltro è stata rinvenuta un’Acropoli) che raffigurano Giulio Cesare, l’Imperatore Tito e Agrippina (al momento della presente stesura sono esposti al Museo del Colosseo fino a Maggio 2020), già esposte al Museo Archeologico “Antonio Salinas” di Palermo, nel 2004, e al British Museum di Londra, nel 2010, nonché i reperti rinvenuti durante gli scavi archeologici al Villaggio Preistorico di Mursia e Cimillia e nei vari fondali dell’Isola.

Il Patrimonio Archeologico dell’Isola di Pantelleria

Crocevia del Mediterraneo, tra Africa ed Europa, lungo le rotte tra Oriente ed Occidente, l’Isola di Pantelleria è stata meta di civiltà antichissime che hanno fruito della posizione strategica dell’Isola sia per gestire i traffici commerciali marittimi che come avamposto militare per difendere i propri possedimenti.

Il ricco Patrimonio Storico ed Archeologico che ne deriva riesce ad incastonarsi perfettamente nella morfologia tipica del territorio, emergendo a seguito delle varie campagne di scavi che hanno riportato alla luce Necropoli (i Sesi, vari sepolcreti scavati nella roccia), Acropoli (San Marco), Villaggi Preistorici (Mursia e Cimillia) nonché Ritrovamenti di rilevante importanza che testimoniano la Storia di antiche Civiltà, ma testimoniati anche dalla conformazione strutturale tipica delle  abitazioni, soprattutto nelle Contrade (i “Dammusi”), i tipici Giardini (“Jardina”) di forma circolare e i muretti a secco disposti anche in terrazzamenti, divenuti ormai tipici del Territorio.

I ritrovamenti subacquei di Antichi Relitti ed Anfore a Gadir (dove è stato creato un apposito “percorso subacqueo archeologico”), di circa 3.500 monete puniche, a Cala Tramontana e Cala Levante, e di un Relitto carico di ceramiche nella zona di Scauri confermano l’importanza della posizione geografica  dell’Isola negli antichi percorsi marittimi commerciali nel “Mare Nostrum”.

 

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Comune di Pantelleria

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